Centro Sociale Autogestito  Emiliano Zapata

Chi  siamo


I Centri Sociali Occupati Autogestiti  sono  spazi liberi  senza barriere,  dov'è possibile  non  solo divertirsi  fuori da  logiche  di profitto e  mercato, ma soprattutto  organizzarsi  contro chi  fa un business  dello  sfruttamento.

 

I CSOA sono comunità senza capi o gerarchie gestite direttamente da chi le frequenta e periodicamente si riuniscono in assemblea (l'Assemblea di Gestione dello Zapata è aperta A TUTTI ogni martedì h 21). Occupare un'edificio fatiscente ed in grave stato di degrado per farne un Centro Sociale vuol dire  mettersi  in  gioco,  rischiando  in proprio per restituire dignità ed un luogo di aggregazione al quartiere ed alla collettività nonchè per proporre un modello alternativo di socialità  e  di  condivisione a livello cittadino.

 

Nello stesso giorno in cui molte lungimiranti Amministrazioni stanno valorizzando i loro Centri Sociali e li regolarizzano (il Comune di Milano ha  allo studio in questi giorni un progetto per la donazione di un palazzo al Centro Sociale Macao) l'assessore leghista alla sicurezza del Comune di Genova, Stefano Garassino, con una dialettica politica da 'regime' (di cui Salvini è indubbiamente il Leader indiscusso) evoca dispotiche forme contemporanee di apartheid dichiarando che intende sgomberare tutti i Centri Sociali Autogestiti della città di Genova e che  "lo Zapata sarà il primo". Rispondiamo allo "sceriffo" Garassino ('nikname' appioppatogli all'indomani della sua demenziale idea di chiedere l'alcooltest per tutti gli  operai della Fincantieri) che ci sono fenomeni ineluttabili che non si contrastano con la politica dello struzzo, fingendo di non vedere, respingendo i migranti, lasciandoli annegare nel Mediterraneo, tenendo i 'porti chiusi', svuotando i centri per i richiedenti asilo, mettendo al bando i CPT, i Cara, i CIE, gli Hot Spot, con le deportazioni, e sfrattando i Centri Sociali (che un tempo Matteo Salvini difendeva) da sempre in prima linea per la difesa dei diritti umani).

 

 

Perchè vede, egr.  Mr. Garassino, sgomberare i centri sociali è un errore... perchè chi si riappropria degli spazi pubblici andrebbe  tutelato (parole non nostre ma del Vice Sindaco di Torino Dott.  Guido Montanari). Forse Lei dirà che siamo un pochino birichini e disobbedienti. Sì, talvolta. Ma non per sovvertire, bensì per arginare l'odio, le discriminazioni ed  in nome di una Società più aperta.

Lo Zapata non è un'antagonista da combattere ma una risorsa preziosa. Il CSA Zapata da 25 anni è un luogo di incontro, un punto di riferimento, di cultura, di auto-organizzazione sociale e politica nel cuore di Sampierdarena, all'interno dell'antico edificio degli ex Magazzini del Sale ch'era in stato di totale abbandono (già proprietà ENI poi confluiti dal Demanio al Comune di Genova). E' uno spazio solidale, aperto ai cittadini, che da sempre si contrappone alle discriminazioni razziali, politiche e religiose, le diseguaglianze, il fascismo, il sessismo, lo sfruttamento e l'emarginazione! Oggi, come ieri, lo Zapata è più che mai attivo nel quartiere di Genova-Sampierdarena ospitando: una palestra popolare, spettacoli teatrali, un birrificio artigianale, concerti musicali, laboratori di socialità e tutto questo in forma gratuita o ad un prezzo accessibile a tutti/e. Il cattivismo della Lega ha un suo perché: i Centri Sociali contrastano la cultura ed i valori che loro vorrebbero diffondere. Ingannare inventandosi dei nemici che non esistono è semplicemente demenziale. Non è sensato cancellare 25 anni di storia della città! Dopo un quarto di secolo d'ininterrotta presenta su questo territorio (nell'assenza di molte istituzioni che in questi decenni hanno dimenticato le 'periferie') noi ci siamo rimboccarci le maniche, senza fare preliminari analisi costi-benefici. C'è costato molto impegno arrivare sin quì, ma ne è valsa sicuramente la pena. Il Centro Sociale Zapata non è solo un pezzo della storia di questo quartiere, di Sampierdarena (la cd altra periferia della Superba), è anche un pezzo – importantissimo - della storia di questa città, di Genova.

 

A tutte le persone, le organizzazioni, le sensibilità, i centri sociali, gli/le artisti/e di buona volontà e a tutti coloro che hanno condiviso con noi un pezzo di questo lungo percorso, chiediamo di difenderlo assieme a noi sottoscrivendo e condividendo una foto con l'hashtag #iostoconlozapata (per pubblicare la foto online potete usare anche questo indirizzo di posta elettronica iostoconlozapata@autistici.org o la pagina Facebook

https://www.facebook.com/centrosocialezapata/).

 

GRAZIE




 

The Self-Employed Occupied Social Centers are free spaces without barriers, where it is possible not only to have fun outside the logic of profit and the market, but above all to organize themselves against those who make a business of exploitation. CSOAs are communities without leaders or hierarchies managed directly by those who attend them and periodically meets in assembly (Management Assembly open to ALL every Tuesday h 21). Occupying a dilapidated building and in a serious state of degradation to make it a Social Center means to get involved, risking personally to restore dignity and a place of aggregation to the neighborhood and the community as well as to propose an alternative model of sociability and sharing at the level citizen.

 

On the same day that many far-sighted administrations are enhancing their Social Centers and regularizing them (the Municipality of Milan has in these days a project to give a building to the Social Center Macao) the Councilor League of Safety of the City of Genoa, Mr. Stefano Garassino, with a political dialectic from 'regime' (of which Salvini is undoubtedly the undisputed leader) evokes despotic contemporary forms of apartheid declaring that he intends to evacuate all the self-managed Social Centers of the city of Genoa and that "Zapata will be the first". We answer to Garassino that there are inevitable phenomena that do not contrast with the politics of the ostrich, pretending not to see, rejecting the emigrants, leaving them to drown in the Mediterranean, holding the 'closed ports', emptying the centers for asylum seekers, banning the CPT, the Cara, the CIE, the Hot Spots, with deportations, and evicting the Social Centers (which have always been at the forefront for the defense of human rights).

 

Because you see, dear Mr. Garassino, "clear the social centers is a mistake ... who takes back the public spaces must be protected" (words not mine but the Deputy Mayor of Turin Guido Montanari). Perhaps you will say that we are a bit 'disobedient. Yes, sometimes. But not to subvert, but to curb hatred, discrimination, in the name of a more open society.

 

The Zapata is not an antagonist to fight but a precious resource. The Zapata for 25 years is a meeting place, a reference point, of culture, of social and political self-organization in the heart of Sampierdarena, inside the ancient building of the former Magazzini del Sale which was in a state of total abandonment (formerly ENI property then merged from the State Property to the Municipality of Genoa). It is a solidarity space, open to citizens, which has always been opposed to racial, political and religious discrimination, inequality, fascism, sexism, exploitation and marginalization! Today, like yesterday, the Zapata is more active than ever in the Genoa-Sampierdarena district hosting: a popular gym, theatrical performances, a craft brewery, musical concerts, social workshops and all this in free form or at a price accessible to all /is.

 

The Badness of the Lega Nord has its own because: the Social Centers oppose the culture and values that they would like to spread. To deceive by inventing enemies that do not exist is simply demented. It is not sensible to cancel 25 years of city history! After a quarter of a century of uninterrupted presence on this territory (in the absence of many institutions that in these decades have forgotten the 'suburbs') we are rolling up our sleeves, without making preliminary cost-benefit analysis. It cost a lot of effort to get here, but it was definitely worth it. The Zapata Social Center is not just a piece of the history of this neighborhood, of Sampierdarena (the so-called other suburb of the Superb), it is also a very important piece of the history of this city, of Genoa.

 

To all people, organizations, sensibilities, social centers, artists, people of good will and all those who have shared with us a piece of this long journey, we ask to defend it with us by signing up and sharing a photo with the hashtag

 

#iostoconlozapata

 

(to publish the photo online you can also use this e-mail address iostoconlozapata@autistici.org or the Facebook page https://www.facebook.com/centrosocialezapata/).

 

Thank You.

 

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Sampierdarena (Genova): l'altra periferia
Articolo de "Il Manifesto"
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