Laboratorio Sociale Autogestito Buridda

C'è stato un tempo in cui in Via Agostino Bertani, con il suo sontuoso complesso edilizio della Facoltà di Economia, ed il suo luogo di fede, la Chiesa del Padre Santo, erano importanti poli di aggregazione in cui la gente s'incontrava e ritrovava. La facoltà di Economia, “luogo di incontro, di sedimentazione delle intelligenze, di capacità di ricerca scientifica a servizio di forme di convivenza ”, come scriveva l'ex Magnifico Rettore Lorenzo Caselli nella prefazione del trattato “Dalla Scuola Superiore di Commercio alla Facoltà di Economia” (v. foto del piazzale antistante la Chiesa del Padre Santo, tra Via Padre Santo e Via Bertani, anno 1937).

 

Poi le seconda Guerra, i bombardamenti, il decadimento. Un'identità della città che si è andata smarrendo. La voglia di riscatto cresce con il passare del tempo e l’incalzare degli eventi economicamente importanti, come la prima parziale apertura del Gottardo (1881), del Brennero (1867) il Fréjus (1871) e da ultimo l'avveniristico Tunnel del Brennero nel 2018 (merito del Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli). Che Genova sia una città anticipatrice ed innovativa è dimostrato dal fatto che poi c'è stato anche un tempo (lustri fa... crediamo fosse il 2011) in cui Genova aveva il vanto d'esser la prima città italiana ad aver pensato di valorizzare i suoi centri sociali divenendo così un modello da esportare. Dall'allora Amministrazione cittadina fu varato un piano di riqualificazione dei Centri Sociali genovesi. Non sia mai che (visto che va di moda copiarsi) che pure Torino, Milano Roma ed altre avessero la lungimiranza di copiare il modello genovese.

 

Nel progetto di riqualificazione erano ricomprese tutte le realtà genovesi:  il  TDN  (Terra  di  Nessuno),  il  Laboratorio  Buridda, il  Pinelli, nonché lo  storico  Csoa  Zapata. La  cosa che scaturì a margine  di  questo  intelligente piano   di  riassetto  è  che  i  centri  sociali  genovesi (da sempre  vissuti  con  diffidenza e conflittualità)  venivano ora concepiti  dalle  istituzioni  cittadine  come  una  preziosa risorsa, utile  alla  comunità,   come  “strutture  capaci  di  realizzare   servizi  pubblici  ad  uso  sociale”. Bella   scoperta.   Sanno  anche i  sassi  che  i centri  sociali  generano  positivi ritorni per  la  comunità  in  termini di benefici  socio-culturali (e quindi anche economici).  Non a  caso  la  stampa  periodicamente  ha dedicato  spazi d'approfondimento a queste realtà (uno dei tanti articoli  del  Secolo  XIX dedicato al  Centro Sociale Pinelli).

 

Come scrisse l'allora l'Assessore Bruno Pastorino (Assessore alle Politiche della Casa del Comune di Genova) intervenendo con un post sul sito Indymedia.

Intervengo per precisare quanto segue:

1) l'ex facoltà di Economia e Commercio di via Bertani, da anni sede del Centro Sociale Buridda, è nelle disponibilità della Civica Amministrazione e non è mai stata trasferita a Spim S.p.A.;

2) la stessa è stata inserita nel piano di vendite collegato al Bilancio Previsionale 2008, fin dal dicembre 2007 e nella delibera approvata dal Consiglio Comunale l'alienazione dello stesso immobile veniva affidata alla Direzione patrimonio del Comune di Genova secondo le procedure previste;

3) nell'ambito dell'approvazione della sua vendita il Consiglio presentava e approvava, con parere favorevole della Giunta, un ordine del giorno che rinviava la vendita al trasferimento in sede idonea del centro sociale lì ubicato;

4) in coerenza con tale indirizzo, a differenza degli altri immobili inseriti nella medesima delibera, per l'immobile di via Bertani non è mai stato predisposto fino ad oggi opportuno bando pubblico di vendita;

5) provvedendo all'individuazione di sede idonea per il Centro Sociale Buridda, la Civica Amministrazione ha scelto di tentare una risoluzione definitiva per tutti i centri sociali autogestiti esistenti a Genova e ancora in situazioni di irregolarità amministrativa degli spazi detenuti;

6) in questa direzione è stata approvata in data 8 luglio 2010 delibera di giunta "indirizzi in ordine all'utilizzo da parte di alcuni centri giovanili autogestiti di immobili nella disponibilità della civica amministrazione" dove si stabilisce di dare atto della rilevanza dell'attività svolta per la collettività dai centri giovanili autogestiti stabilendo a titolo di indirizzo per gli uffici competenti la correlazione tra il soggetto utilizatore e l'immobile individuato. Centro Sociale Buridda: Mercato del Pesce. Fabbricato già esistente che non necessità di interventi di adeguamento. Centro Sociale Terra di Nessuno: Area Lagaccio. Fabbricato edificio ecologico da realizzare. Centro Sociale Zapata: Ex Magazzino del Sale. Immobile attualmente di proprietà del Demanio cui viene dato mandato alla Direzione Patrimonio, Demanio e Sport di avviare la fase istruttoria finalizzata a verificare la possibilità di acquisizione con conseguente cessione di parte dello stesso al Centro Sociale Zapata. Centro Sociale Pinelli: Immobile in Fossato Cicala già esistente che non necessità di interventi di adeguamento. La delibera citata è la numero 246/2010 e pertanto non corrisponde al vero che la Civica Amministrazione non abbia già assunto formali impegni nei confronti di tutti i centri sociali cittadini”.

Bando  alle  ciance, a Genova,  una  volta tanto, c'era sentore che si passasse  dalle  parole  ai  fatti.  Al tempo vennero siglati  gli  atti  propedeutici  alla ri-sistemazione  di importanti  spazi  concernenti  l’associazionismo dei  movimenti cittadini.  In  primis l’ex   Mercato  del  Pesce  di Caricamento in Piazza  Cavour, una  parte  del  quale, come detto, sarebbe stato assegnato  al  Circolo Laboratorio Buridda. Qualcuno ricorda che venne pure l'On. Fausto Bertinotti al Buridda per dare la sua “benedizione” all'iniziativa, col suo guareschiano messaggio beneaugurante: esser avversari ma non per questo nemici, cercando sempre ciò che unisce e non ciò che divide (come Don Camillo e Peppone).

 

Nell'ottica, come si suol dire,  di “unire l'utile al dilettevole”, giacché il Comune di Genova - da sempre impegnato a batter cassa - rientrando in possesso dei locali occupati dal Lsoa Buridda (di  Via  Agostino  Bertani,  l’ex  facoltà  di  Economia) avrebbe potuto dar il via ad un importante progetto di lottizzazione urbanistica, introitando più di 15 milioni di euro. La Municipalità mettendo da parte i proverbiali bla bla, si siede un gran da fare incaricando varie imprese, tra cui l’Impresa  B.O.Z. Serramenti  che avrebbe provveduto alla sostituzione  di  porte  e finestre. Anche l’impresa Edile Arapi  Lamos  per la messa  in opera  dei  primi  lavori  di  “… demolizione  di  strutture  metalliche e  di  murature pericolanti, l’accatastamento  dei  materiali di  risulta il  loro  carico  su  autocarro e  il  trasporto alla  pubblica  discarica…”. La stessa   ditta  edile che avrebbe effettuato analoghi lavori  di  ristrutturazione  presso  il  Centro  Sociale Autogestito “Terra  di  Nessuno” sito in  Via  Bartolomeo Bianco. Similari  interventi anche presso il Centro  Sociale Pinelli di  Via  Fossato  Cicala. Sotto  la  vigile  supervisione dell’Assessorato Politiche  della  Casa Patrimonio Edilizia Privata  e Pubblica, e del  Direttore dell’ufficio   Patrimonio Demanio si sarebbero  poste  in  essere  tutte  una  serie  di  lavori  di  restauro  conservativo  ritenuti   “Lavori  urgenti non  programmabili  di  manutenzione straordinaria  e/o  per  l’adeguamento alle  normative  del  patrimonio comunale, rientranti nelle  competenze della  Direzione  Servizi Tecnici”.

 

Al tempo rimaneva solo in stand-by lo  storico  Centro  Sociale  Zapata  (che  occupava  gli  spazi  degli ex  Magazzini  del  Sale  di  Sampierdarena  dov'è tutt'ora) al  quale il  Comune  di Genova  stava  progettando di conferire  quanto prima degna ed adeguata   sistemazione negli stessi ex Magazzini del Sale.

 

Per tornare a bomba alla fin della fiera nel 2017 l'ex Facoltà di Economia è stata ceduta per 1 milione di Euro a Invimit. Ok il prezzo è giusto? Cerrrrrto (la congruità dell’offerta è stata certificata dall’Agenzia delle Entrate). Se vi capita di passare da quei paraggi oggi andate a vedere questo autentico “case study”. Zona ben riqualificata, degrado scomparso, polo multiculturale di socialità, un luogo d'incontro in cui le persone si ritrovano, possono vivere felici, giocare (a nascondino), mangiare e fare picnic. E 'belandi', se  v'avanza  anche  un  minutino fate  una  cappatina  dalle  parti  di  Corso Aurelio Saffi, per vedete in  che  condizioni  di  grazia si  trovas l'ex Mercato  del  Pesce (meglio lasciarlo  in totale  stato  d'abbandono e degrado  che affidarlo al Laboratorio Sociale  Buridda).

 

Era l'anno domini 2011. Allora si diceva che per  i  foresti Genova (che è  sempre  stata considerata  una  città  ingrata  con  i  suoi  figli) veniva vista un  po  meno  matrigna  d el solito. 

 

Oggi Genova com'è? Questo lo diranno i posteri.

 

Per  l'intanto  ci consoliamo con le  parole ch'ebbe a proferir il  buon Fausto ad un tiro di schioppo dai fatti del G8, al folto uditorio della Buridda: «La politica è morta, divorata dalla globalizzazione. Annichilita e divorata dal un nuovo capitalismo globalizzato che ha divorato anche la democrazia. L'unica speranza siete voi. Se sarete capaci di nuove rivolte».

 

Più o meno le stesse cose che continua a raccontare  oggi.

 

Foto 1: Degrado in Corso all'ex Mercato del Pesce di Genova - Foto  2, 3: Don Camillo e Peppone; Foto 4, 5, 6: Chiesa del Padre Santo  anno 1937 e  Viale Padre Santo/Via Agostino Bertani

There was a time when in Via Agostino Bertani, with its sumptuous building complex of the Faculty of Economics, and his place of faith, the Church of the Holy Father, were important clusters of aggregation in which people met and found each other. The Faculty of Economics, "place of meeting, of sedimentation of intelligences, of scientific research capacity at the service of forms of cohabitation ", So wrote the former Rector Lorenzo Caselli in the preface of the treaty" Dalla Scuola Superiore of Commerce at the Faculty of Economics "(see also photos of the square in front of the Church of the Holy Father, between Via Padre Santo and Via Bertani of 1937).

 

Then the second war, the bombings, the decay. An identity of the city that has been lost. The desire for redemption grows with the passage of time and the pressing of economically important events, such as the first partial opening of the Gotthard (1881), of the Brenner (1867) the Fréjus (1871) and finally the futuristic Brenner Tunnel in 2018 (thanks to the Minister of Transport Danilo Toninelli). That Genoa is an innovative and anticipatory city is shown by the fact that there was a time (lustres ago ... we believe it was 2011) in which Genoa had the pride of being the first Italian city to have thought of enhancing its social centers, thus becoming a model to export. A plan for the redevelopment of the Genoese Social Centers was launched by the then city administration. Never be that (since it is fashionable to copy) that even Turin, Milan, Rome and others had the vision to copy the Genoese model.

 

In the redevelopment project all the Genoese realities were included: the TDN (Land of None), the Buridda Laboratory, the Pinelli, as well as the historical Csoa Zapata. The thing that emerged on the sidelines of this intelligent restructuring plan is that the Genoese social centers (which have always lived with mistrust and conflict) were now conceived by the city institutions as a valuable resource, useful to the community, as "structures capable of realizing public services. for social use ". Beautiful discovery. They also know the stones that the social centers generate positive returns for the community in terms of socio-cultural benefits (and therefore also econonistic ones). It is no coincidence that the press has periodically devoted in-depth areas to these realities (one of the many articles of the Secolo XIX dedicated to the Pinelli Social Center).

 

As the then Councilor Bruno Pastorino wrote (Councilor for the Policies of the House of the Municipality of Genoa) intervening with a post on the site Indymedia.

"Intervening to clarify the following:

1) the former Faculty of Economics and Commerce of via Bertani, which has been the Buridda Social Center for years, is available to the Civic Administration and has never been transferred to Spim S.p.A.;

2) the same has been included in the sales plan linked to the 2008 Budget, since December 2007 and in the resolution approved by the City Council the alienation of the property was entrusted to the Heritage Department of the Municipality of Genoa according to the procedures laid down;

3) as part of the approval of its sale, the Board presented and approved, with a favorable opinion of the Board, an agenda that postponed the sale to the transfer to the appropriate location of the social center located there;

4) consistently with this address, unlike the other properties included in the same resolution, for the building in via Bertani no public tender notice has yet been prepared;

5) providing the identification of a suitable location for the Buridda Social Center, the Civic Administration has chosen to attempt a definitive resolution for all the self-managed social centers existing in Genoa and again in situations of administrative irregularity of the spaces held;

6) in this direction was approved on July 8, 2010 resolution of the joint "addresses on the use by some youth centers self-managed property in the availability of civic administration" where it is established to acknowledge the importance of the activity carried out for the community from self-managed youth centers, establishing the correlation between the user and the property identified as an address for the competent offices. Buridda Social Center: Fish Market. Existing building that does not need any adjustment. Nobody's Land Social Center: Lagaccio Area. Building ecological building to be realized. Zapata Social Center: Ex Magazzino del Sale. Property currently owned by the State Property, which is sent to the Department of Heritage, Demanio and Sport to initiate the preliminary phase aimed at verifying the possibility of acquisition with the subsequent transfer of part of the same to the Zapata Social Center. Pinelli Social Center: Building in the existing Fossato Cicala that does not require any adjustment. The aforementioned resolution is number 246/2010 and therefore does not correspond to the truth that the Civic Administration has not already taken formal commitments towards all citizens' social centers ".

In Genoa, once in a while, there was the feeling that it was passing from words to deeds. At the time the preparatory documents for the arrangement of important spaces concerning the association of citizen movements were signed. First of all, the former Caricamento Fish Market in Piazza Cavour, a part of which, as mentioned, would have been assigned to the Buridda Laboratory Club. Someone remembers that the Hon. Fausto Bertinotti in Buridda to give his "blessing" to the initiative, bringing his auspicious message: to be adversaries but not for this enemy, always looking for what unites and not what divides (like Don Camillo and Peppone).

 

 

From the perspective, as they say, also to "combine business with pleasure", since the Municipality of Genoa - which has always been busy battling cash - has returned to the premises occupied by Lsoa Buridda (Via Agostino Bertani, former faculty of Economics) could have given way to an important urban development project (earning more than 15 million euros). The Municipality putting aside the proverbial bla bla, sits a lot to do by commissioning various companies, including the B.O.Z. Serramenti that would have replaced doors and windows. Also the company Edile Arapi Lamos for the implementation of the first works of "... demolition of metal structures and unsafe walls, the stacking of materials resulting from their loading on trucks and transport to the public landfill ...". The same building company that would have carried out similar renovations at the "Terra di Nessuno" Self-managed Social Center located in Via Bartolomeo Bianco. Similar interventions also at the Pinelli Social Center in Via Fossato Cicala. Under the vigilant supervision of the Department of Policies of the Private and Public Heritage Building, and the Director of the State Property Office there would be a series of conservative restoration works deemed to be "non-programmable urgent works of extraordinary maintenance and / or for the adaptation to the regulations of the municipal heritage, falling within the competence of the Technical Services Department".

 

At the time only the historical Zapata Social Center (which occupied the spaces of the former Magazzini del Sale in Sampierdarena where it is still standing) remained to await determinations, to which the Municipality of Genoa was planning to confer as soon as possible and adequate accommodation in the same ex Magazzini del Sale.

 

To return to the beginning of the story in the end in 2017, the former Faculty of Economics was sold for 1 million Euros to Invimit. Ok, the price is right? Of course (the congruity of the offer was certified by the Revenue Agency). If you happen to go over there today, go and see this authentic "case study". What strasformation he suffered. Well-redeveloped area, decaying degradation, multi-cultural gathering pole, a meeting place where people meet, can live happily, play (hide and seek), eat and picnic.

 

It was the 2011 year 2011. So it was said that for foreigners, Genova (which has always been considered an ungrateful city with her children) was seen a little less stepmother than usual.

 

Today, how is Genoa?

 

This will be the posterity.

 

For the meantime we console ourselves with the words that the good Fausto had to say in the period close to the facts of the G8, to the large audience of the Buridda: «Politics is dead, devoured by globalization. Annihilated and devoured by a new globalized capitalism that has also devoured democracy. You are the only hope. If you are capable of new revolts ".


More or less the same things that he continues to tell today.

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Indymedia: "Genova valorizza i suoi centri sociali"
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Comune di Genova: Progetto di Valorizzazione dei Centri Sociali
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Comune di Genova: Masterplan lottizzazione immobile Via Bertani
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Genova Facoltà di Economia: Prefazione Rettore Lorenzo Caselli
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